martedì 4 maggio 2010

Gli Anglosassoni e l'alcool

Di ritorno da un recente viaggio di piacere a Londra, prolungato dall'eruzione del vulcano islandese Eyafjallajoitelapiazzoitelkull, ho avuto modo di registrare alcune abitudini alcolistiche dei figli di Albione.


Tra gli highlights:

Lambrusco Rosè servito come spumante

Sambuca Molinari servita nei locali
à la page come una bevanda alla moda

Difficoltà a trovare birre inglesi nei pub in quanto le marche che vanno per la maggiore sono:

Foster (australiana), Nastro Azzurro (italiana), Carlsberg (danese)

Che dire? l'unica salvezza rimane nel rintanarsi nelle parti più defilate dei pub (dove di solito stanno piazzati a mò di arredamento 2 o 3 vecchi e sapienti ubriaconi del luogo), e grazie alle spine che quasi sempre sono piazzate in questa parte del locale, rifugiarsi nelle rassicuranti braccia di una Pale Ale ( o Bitter per dirla all'anglosassone) servita a temperatura ambiente.

Valida alternativa può essere un Sunday Roast (arrosto domenicale accompagnato da verdure stufate e dall'onnipresente
gravy) unito a 2 o tre pinte di birra scura.

Da evitarsi in genere il vino, che rimane ancora una bevanda riservata alle donne, o a gli uomini che fingono di saperla lunga e poi si fanno servire bottiglie di pessimo verdicchio da pasto infilate in un portaghiaccio, pagandole quanto uno champagne francese.

In conclusione Londra offre svariate alternative a un gentiluomo ubriacone, basta saper scegliere i luoghi e le bevande giuste.




1 commenti:

Il Broz dice ha detto...

In un mio recente viaggio in Giordania, ho pagato 25 Dinari Giordani (circa 25 Euro) una bottiglia di Cabernet Sauvignon indigeno. Vino onesto, schietto, e con un prezzo assurdo. Ma è stata l'unica volta che non ho preso le ottime birre locali (che pur essendo spacciate come analcoliche, hanno sempre il loro bel 5% volumetrico)...

Posta un commento